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Storia dell'Aviazione Navale Italiana

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Nel 1957 vengono consegnati dall'Aviazione Antisommergibile i primi Grumman S2F-1 Tracker: la nuova specialità impiegherà sui velivoli equipaggi a composizione mista "Marina-Aeronautica"

(Foto Ufficio Storico M.M.)

   

L’Aeronautica dunque, non intendeva ancora cedere il proprio monopolio, così ad entrambi gli aerei: Gabbiano 1 e Gabbiano 2 furono cancellate coccarde e contrassegni navali e furono integrati nelle linee dell'Aeronautica. La Marina, che nel frattempo stava sperimentando anche l'impiego di elicotteri, aspirava legittimamente ad utilizzare il mezzo aereo in piena autonomia, come d’altronde fanno da anni tutte le principali marine del mondo, ancora una volta veniva defraudata nei suoi valori.    

     Per dirimere la questione nel 1956 viene emanata la cosiddetta "Legge dei 1.500 chili" per la quale, limitando il monopolio dell’Aeronautica Militare ai soli velivoli ad ala fissa con peso superiore ai 1.500 chili, di fatto, liberalizza l’impiego di mezzi ad ala rotante consentendo alla Marina Militare di costituire in completa autonomia una propria componente aerea basata su elicotteri.

     Rimane però ancora da risolvere il problema degli aerei Antisom, gli Helldiver ricevuti dagli alleati U.S.A. che nel frattempo hanno iniziato anche a consegnare i bimotori Lockheed PV-2 Harpoon: per questo nel 1957 viene costituita l’Aviazione Antisommergibile che, nel rispetto della Legge dei 1.500 chili, prevede che gli aerei vengano inquadrati organicamente nell’Aeronautica e che alla Marina sia attribuito il loro impiego operativo, mentre gli equipaggi di volo saranno a composizione mista, formati da personale delle due Forze Armate.

     Lo sviluppo dell’attuale componente di volo della Marina Militare inizia dunque nei primi anni cinquanta, ed e indissolubilmente legato all’elicottero, un mezzo che fino a quel momento non era ancora uscito dalla fase della pura sperimentazione, anche se in effetti la Forza Armata da sempre si era interessata a questo tipo di aeromobile intravedendo le sue grandi potenzialità nell’ambito di operazioni navali.

     Infatti già nel 1919 la Regia Marina aveva bandito un primo concorso per un elicottero, elargendo sovvenzioni per lo sviluppo dei progetti più promettenti, ma bisognerà attendere il 1925, anno in cui la Forza Armata bandisce un nuovo concorso, per vedere all’opera un elicottero degno di questo nome.

     Fra i progettisti che si occupano di questa macchina figura il nome dell'ingegnere Corradino D'ASCANIO, che certo fu un pioniere di questo campo specifico; il suo progetto però non riesce a soddisfare a pieno i requisiti richiesti dalla Marina Militare. Nel 1927 il prolifico ingegnere presenterà alla Regia Marina anche il suo nuovo modello D.AT 3, un autentico elicottero con due rotori coassiali contro-rotanti, che però non riesce a convincere gli alti ufficiali che lo esaminano.  

     Un nuovo tentativo si ha negli anni trenta, e più precisamente nel 1935, anno in cui viene valutato l’Autogiro La Cierva che effettua una serie di appontaggi e decolli a bordo della Regia Nave Fiume, ma nemmeno questa macchina riesce a fornire i requisiti di affidabilità indispensabili per deciderne l’impiego operativo.

 

l'interesse della Marina per l'ala rotante è di antica data; qui le prove dell'Autogiro La Cierva che si svolgono nel 1935 a La Spezia sulla Regia Nave Fiume.

(Foto Ufficio Storico M.M.)

 

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